21 ° GIORNO GEIRANGER - GEILO KM 380

21 Giorno   Geiranger - Dalsibba - Stryn – Sogndal – Kaupanger

traghetto per Mannhelter - Laerdal – Laerdalltunnell - Aurland –

Flam – Aurland – Oystebo – Hol - Geilo   Km  380

 

 Mi alzo presto anche per i soliti dolori.

Ripercorro la strada che costeggia il Geirangerfjord con cautela. Con puntualità cronometrica la pioggia fa il suo esordio giornaliero.

 

 

  

Una passeggiata di 380 Km veramente gelida. I posti sono meravigliosi il tempo decisamente no. Percorso che si svolge sopratutto in quota.

 
  
 
  La strada che si avvita verso il Daisnibba è veramente bella e  panoramica. Sono decine le cascate che scendono dalle montagne che costeggiano la strada.
Da 0 metri sul livello del mare raggiungo i mille metri in pochi kilometri .
 
 
  
  
  
  
 
 
 
 Arrivo alla strada che porta alla vetta del Daisnibba e sono un po’ indeciso se prenderla o meno. Poi il senso dell’avventura e il fatto di non sapere se ciò sarà  mai più possibile decido per l’escursione. Pago il ticket   per l’ingresso e mi avvio. Sono 12 Kilometri alla vetta. La strada dopo un paio di Kilometri asfaltati diventa in terra battuta.
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
La strada è attraversata da  mille rivoli d'acqua che hanno creato pozzanghere e buche che rendono la salita assolutamente problematica. Vorrei quasi tornare indietro ma non trovo uno spazio adatto per girare in quanto la strada è   ripida e scivolosa. Procedo con molta prudenza. La vista che si gode delle montagne intorno è stupenda .
 
 
 Arrivo in cima  solo per il fatto che non trovo un po’ di spazio sufficiente per girare e tornare indietro .All’arrivo la delusione è forte. Il panorama da sogno che mi aspetto di vedere è nascosto dalla nebbia. Giro la moto e se la salita mi è sembrata difficile non é niente in confronto alla discesa. Ad ogni tornante rischio di cadere.
       Mi riprometto che se riesco ad arrivare in fondo senza problemi non farò più di queste cazzate.
 
 
 
 Arrivo in fondo alla discesa , nonostante il freddo intenso ,sono sudato per la tensione .  Riprendo la strada  ma  già dopo la seconda curva tutto è passato e via per una nuova emozione.
 
  
 
Avevo programmato di  passare da Lom  ma il tom tom come ogni tanto succede  succede fa di testa sua. Imbocco un galleria lunghissima costruita da poco che  mi porta fuori itineraio. All’uscita una bella sorpresa: nebbia da tagliare con il coltello
 
 
 
Decido di assecondare il navigatore.
La nebbia è veramente fitta e la strada tortuosa quindi procedo con molta calma.
Non riesco a vedere il panorama e viaggiare da queste parti che fà della bellezza della natura il suo forte e non vedere nulla è frustrante. Ormai non "smadonno" più mi  stò abituando ad adattarmi a tutte le cose che non vanno come avevo programmato.
E questo è un grande vantaggio perché mi permette non solo di affrontare le avversità con spirito positivo ma mi fa vivere il viaggio come una esperienza di vita. E alla fine mi accorgerò di aver appreso più dalle cose non andate nel verso giusto che da quelle positive. Proseguo senza fretta e con calma.
 
 
  
 
 
   Salgo di nuovo in quota e passo vicino al  lembo di un ghiacciaio perenne.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 Quasi senza accorgermene arrivo al Sorgerfjorden. Supero Stavanger e proseguo prendendo il tunnell  Amlatunnelen  fino al porto di    Mannheller  da dove prendo il  traghetto per Fodnes
 
 
 
 
 Proseguo verso Laerdal e quindi imbocco il Laerdaltunnell semplicemente il tunnell più lungo del mondo ( km 24,5). Foto di rito e via.
 
 
 
  Alcuni tratti del tunnell sono illuminati in maniera diversa per interrompere la monotonia del percorso.
 
  
  
 
 
 Proseguo dopo l’uscita verso Flam dove avevo previsto la sosta. Ma  è ancora presto e il tempo non permette di visitare il posto come   vorrei e quindi dopo aver comprato qualcosa al Market   decido di proseguire fino a Geilo    
 
 
 
 
  La strada, nonostante la temperatura fredda, il vento e la pioggia  ha un fascino incredibile. Ci sono tratti stradali che si affacciano su panorami mozzafiato. Ci sono gallerie che si avvitano su se stesse per quattro cinque volte per raggiungere quote non altrimenti possibili.
Non incontro nessun  motociclista per farmi compagnia.
Su queste strade capisco veramente cosa vuol dire viaggiare da solo. Non incontrerò anima viva per un centinaio di Km. Avrei necessità di riposarmi un po’ ma non trovo nessun di rifugio o  riparo lungo la strada.
All'inizio di una galleria trovo un cartello : attenzione pecore. Non faccio a tempo a pensare ma che cazzo stanno a dire che mi trovo davanti una ventina  di pecore  paciosamente distese sull'asfalto . Si perchè il freddo e la pioggia le costringono cercare riparo e quale miglior riparo di un tunnel?
 
La  strada si svolge tutta in quota e ai suoi lati la neve fà da cornice ad un paesaggio tipicamente invernale.
 
 
Il freddo mi attanaglia tutto il corpo. Le mani non le sento più. Ormai il freddo mi è penetrato dentro. La stanchezza è tanta e sento dolori  per tutto il corpo.
 Sarebbe stato più opportuno fermarmi a Flam!.
E tanto per gradire da ieri sarà per l’alimentazione  a cavolo di questi giorni e per il fatto di stare seduto sulla moto per una decina di ore al giorno mi sono uscite delle emorroidi .
Io non ne ho mai sofferto perciò non mi sono portato medicine specifiche. La sofferenza stando in moto è forte e ci sono momenti in cui  le lacrime mi scendono da sole. Alla fine disperato, mi fermo  dove la neve è ai lati della strada mi abbasso i pantaloni e mi  ci siedo sopra  fino a quando non sento più la parte.
Bene da quel momento le emorroidi  e non sono state più un problema:
le ho anestetizzate. 
 
 
 
Le  curve e  le gallerie  si altermano senza soluzione di sorta. E  proprio quando mi serve di più il Tom Tom per qualche motivo sconosciuto mi abbandona.
La strada quasi all’improvviso comincia scendere e dopo qualche kilometro trovo un kiosco presso il quale mi fermo per recuperare un po’ di energie. Parlando ( comunicando in qualche modo) con i presenti mi fanno capire che la mia è la prima moto ad aver percorso quella strada nella giornata odierna. 
La cosa un po’ mi inorgoglisce e un po’ mi fa riflettere se quello che ho fatto non sia stato un  delle  mie  solite cazzate.
Riparto per il fondo valle e dopo un altro tratto duro per le folate di vento inizia una rapida discesa.
 
 
 
 
 
 
A valle è tutta un'altra cosa. 
La temperatura raggiunge limiti più accettabili la pioggia cessa di scendere copiosa e il vento  perde la sua forza. Raggiungo un campeggio a Geilo .
Prendo in affitto  una bellissima Hytte .
 
 
 
 

Mezz'ora di doccia bollente e riscaldamento al massimo  fanno di me un'altra persona.

       E Dulcis in fundo finalmente mi preparo un bel piatto di rigatoni al filetto di pomodoro e parmigiano.

 
 
 
  
 Finalmente  dopo 8 giorni e otto notti di pioggia cielo sereno.
Vado a letto nella convinzione che il peggio  è passato.

Domani è un altro giorno.!

 
 

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